Past, present & future tense #5: ORL interview 2007

Ripubblichiamo con molto piacere questa nostra intervista vecchia di 7 anni e per far un salto nel passato a tutto tondo, ecco anche un breve racconto di come arrivammo ad averla. Personalmente, ci sono molto attaccato, anche per una buona serie di motivi personali. Buona lettura!

Dopo aver incontrato la band per la prima volta nel gennaio 2005 a Milano e aver avuto una breve chiacchierata (che probabilmente pubblicheremo in seguito) con Omar e Cedric, li “inseguimmo” con l’aiuto della mitica Ellie di Universal Italia per avere almeno una intervista telefonica ai tempi della promozione di Amputechture. Vuoi per le vicissitudini che riguardarono l’album (abbandono di Jon Theodore, ritorno e e riabbandono di Blake Fleming che resero impossibile la release del video di Viscera Eyes con filler fino a fine tour di Deantoni Parks, allora alla sua prima esperienze con i TMV, il tutto unito alla folle idea di andar per tre mesi in tour come opener per i Red Hot Chili Peppers in USA invece di dedicarsi alla promozione di un disco già penalizzato dalla release in tarda estate, avrebbe dovuto uscire a giugno 2006), incontrare la disponibilità di management e band in un periodo così incasinato fu difficile e dopo mesi l’idea di un’intervista naufragò. Arrivò poi in primavera 2007 inoltrata l’annuncio della pubblicazione di quello che allora era solo il terzo disco solista di ORL, Se Dice Bisonte, No Bufalo, e il sottoscritto, avendo avuto modo di scambiare molte mail con Sonny Kay che curava in prima persona GSL anche dal lato mail order (e che meriterebbe davvero una santificazione per aver sopportato una lunghissima rottura di scatole che neanche potreste immaginare), ebbe l’idea di chiedere come semplice post scriptum se Omar accettasse interviste promozionali per quell’album. Era già giugno, l’album era bello che pubblicato, era una domanda con poche pretese di esito positivo ma provare non costava nulla. Nell’arco di quindici minuti avevo in mail risposta da Sonny e copia carbone dalla mail della responsabile della promozione, Barbara, l’intervista era fattibile e bisognava accordarsi sugli orari. Per non smentire la fama di ORL, il primo appuntamento fu un bidone totale, sparito completamente. L’indomani, invece, fu un bel disguido: ci si accordò per orario di New York e quel giorno lui tornava da Los Angeles dove stava ultimando The Bedlam In Goliath. Mi aspetto l’ennesimo rinvio, invece mi comunicano che Omar ha preteso il mio numero e mi chiamerà direttamente. Non mi aspettavo nulla, invece il resoconto potete leggerlo di seguito. Per questo lavoro ringrazio ancora tre grandi persone come Sonny, Barbara ed Eva.

O. Ciao P., esto és Omàr!

TMVI. Ciao! Che piacere sentirti! Sei tornato a New York?

O. Si, l’aereo da Los Angeles ha fatto un po’ tardi…

TMVI. Eri a Los Angeles per finire il nuovo album dei Mars Volta?

O. Sì, stavo registrando l’ultima parte laggiù, stavo registrando le parti suonate da Ikey (Owens, tastierista dei Mars Volta, ndr). Ora sono tornato qui, a casa, a New York, per completare il disco.

TMVI. Cosa puoi dirci del nuovo album? Ho letto che il titolo sarà “The Bethlam in Goliath”.

O. Sì, il titolo è quello ma, a parte questo, non posso dirti altro, davvero…Non so…Credo di averci lavorato talmente tanto a lungo che adesso non so neanche più che suono abbia (ride).

TMVI. Quali sono i cambiamenti in quest’album? Hai sperimentato nuovi suoni, nuovi strumenti, ci sono degli special guests?

O. Non sono pronto a dire niente ora, davvero….Lo sentirai non appena avrò finito di mixarlo.

TMVI. Ok, parliamo invece del tuo ultimo disco solista, “Se Dice Bisonte No Bufalo”: ho letto che è un disco che hai realizzato in “reazione” al tuo lavoro alla colonna sonora di “El Bufalo De La Noche”, cosa puoi dirci di quest’ultima esperienza?

O. Bè sai, è stato davvero faticoso, è stato un processo molto, molto lungo e soprattutto è stata la prima volta che mi sono trovato a dover agire sotto il controllo di qualcun altro, che sono stato diretto da qualcun altro. E’ stato molto diverso per me avere qualcuno che…beh sai, “Che ne dici di questo? ..No? …Ok, di più o di meno?”. Quindi per me è stata un’enorme esperienza d’apprendimento perché era davvero qualcosa di diverso per me ed ho imparato molte cose sulla realizzazione dei film e sulla creazione delle colonne sonore per i film così come ho imparato a metterci semplicemente pazienza e a rendermi conto cosa voglia dire lavorare per qualcun altro.

TMVI. Il tuo nuovo album solista suona ‘scarno’ e non credo possiamo aspettarci qualcosa del genere, per esempio, dal prossimo album dei Mars Volta. Qual è la differenza tra la musica che componi per i Mars Volta e quella che invece componi per i tuoi album solisti?

O. Penso davvero che l’unica differenza sia il tempo. Perchè è in entrambi i casi la mia musica e quando Cedric ci canta sopra, semplicemente ci canta sopra. Perciò, davvero, l’unica differenza tra la musica di Omar Rodriguez e la musica dei Mars Volta è il tempo. E’ un tempo diverso che dedico al disco e, ovviamente, questo significa soldi. Quando devo fare un disco dei Mars Volta ci sono le etichette discografiche, le major…Prendo un sacco di soldi il che significa che ho molto più tempo e più risorse per permettere alle canzoni di evolversi ma a volte capita di prendere una delle mie canzoni e trasformarla in una canzone dei Mars Volta ed è semplicemente qualcosa del tipo “Oh, mi piace davvero molto questa canzone, vorrei che si evolvesse ancora perciò la riprenderò sottomano quando avrò più tempo” e così quando ho più tempo posso registrarla un po’ meglio, posso aggiungerci qualche strumento, posso…. Comincio a fare dei cambiamenti, la canzone comincia ad evolversi sempre più. Quando faccio i miei dischi, se devo pagare per ogni cosa di tasca mia e farli uscire sulla mia etichetta, si tratta più che altro semplicemente dell’idea nella sua forma più grezza, è più che altro il modo in cui nascono tutte le mie canzoni e poi accade che alcune canzoni continuino il loro percorso: “Ok, cambiamo questa cosa, mettiamo questa cosa da un’altra parte…” Sai, cominci a modificarla aggiungendo tutto quello che gli manca.

TMVI. Suppongo che il brano “Please Heat This Eventually” fosse già pronto quando lo avete eseguito dal vivo con Damo Suzuki, lo avresti voluto a cantare anche nel brano in studio?

O. Oh, sì, sì! Mi sarebbe piaciuto. Intendo dire, la registrazione in studio è stata fatta tempo prima. Questo disco (“Se Dice Bisonte No Bufalo”, ndr) e quella versione sono state registrate tempo prima che io facessi la mia versione con Damo ma mi sarebbe piaciuto moltissimo avere Damo anche nella versione registrata in studio tuttavia lui…Ma questa non è una cosa che fa per lui…

TMVI. Sì, Damo non vuole più registrare in studio.

O. Sì, per lui abbiamo dovuto registrare in un certo modo, dal vivo….Lui fa queste cose lontano dallo studio! (ride)
Un paio di volte gli ho chiesto se volesse venire qui a New York a casa, qua nel mio studio ma…

TMVI. Già, immagino. Cosa pensi di lui come performer? Ti piace la sua filosofia di “creare tempo e spazio al momento”?

O. La adoro! La adoro e lo rispetto. Credo che sia importante che le persone abbiano una propria attitudine verso la musica e credo che sia una cosa davvero molto, molto, molto salutare. Ciò che voglio dire è che non necessariamente condivido in pieno i suoi ideali, io continuo a perfezionare, non solo cercando di catturare la mia musica ma anche controllandola e dandole una forma finché non ottengo l’immagine che voglio ma spero che, ad un certo punto, non farò più caso a tutte le cose cui faccio caso ora e magari sarò un po’ più come lui.

TMVI. Nell’ultimo brano del tuo disco solista, Jon Theodore suona la batteria: immagino che questa traccia sia stata registrata prima del suo allontanamento dai Mars Volta. Come sono ora i rapporti tra voi? Vi sentite ancora?

O. Uhm…Sì, parliamo di tanto in tanto. Ovviamente non parliamo più così tanto come facevamo quando lui era parte della band ma sai, è sempre dura quando licenzi qualcuno, quando sbatti fuori qualcuno dalla band. E’ sempre dura, all’inizio ci sono sempre risentimenti anche se lui sapeva che quella per me era la cosa giusta da fare. Quando gliel’ho detto era d’accordo, ha compreso le mie ragioni. E’ una cosa che va presa con i guanti, è un po’ come essere stati ragazzo e ragazza, hai presente? (ride)

TMVI. Parlando di batteristi, cosa non ha funzionato con il ritorno di Blake Fleming? E cosa puoi dirci riguardo a Thomas Pridgen?

O. Blake non è durato a lungo, è durato poco più di un mese. Semplicemente lui non era…lui è stato il primo batterista per cui, quando ho licenziato Jon, ho pensato: “Oh, gli darò una seconda occasione e tutto il resto”. Lui era una specie di, come lo dite voi…? Fuori forma, aveva perso le cose caratteristiche che faceva alla batteria, hai presente? Ed io ho detto “Ritenterò con lui per due mesi” che era molto più di quanto avessi mai voluto ritentare con qualcuno, cercando di farlo tornare nella sua forma e così siamo andati in tour. Ma lui non era più quello stesso batterista che era stato un tempo, non era in forma e non poteva suonare la batteria troppo a lungo e non si era nemmeno integrato con gli altri, la sua reputazione ancora una volta lo precedeva ma non ha funzionato sin dal principio…non è stato per la sua reputazione, semplicemente non era cambiato molto per cui non si trovava bene con gli altri e semplicemente non ha funzionato.
Thomas d’altro canto è stato fantastico. Siamo andati a suonare in Australia ed abbiamo fatto qualche show sulla West Coast. E’ semplicemente fantastico, molto professionale. Ama essere qui, ama quello che sta facendo. Non è come la situazione che avevamo con Jon Theodore in cui, fondamentalmente, a lui non piaceva la band ma gli piaceva essere pagato e non voleva mai suonare, era pigro…
Thomas potrebbe suonare in ogni momento, in qualsiasi luogo, tutto il giorno, per quattro ore di fila… Ama la musica, ama la band e quindi è eccitato. Thomas è in grado di offrirci qualcosa diversamente da Jon che semplicemente non l’ha fatto, non voleva che gli fosse detto cosa fare… A Thomas piace, sai, a Thomas piace essere qui e lavorare duro per esserci! E’ un membro della band.

TMVI. Sì, credo sia giovane e professionale!

O. Un batterista fantastico ed ha solo 22 anni per cui…Sai, è un’atmosfera completamente diversa nella band del tipo che ora riceviamo un sacco di e-mail dalle persone che hanno visto i nostri concerti in Australia che dicono “Wow!” e non solo che “quello è batterista migliore che abbia mai visto suonare con voi! Ragazzi, siete fantastici!” ma alla fine ci tengono sempre ad inserire una postilla per dire: “E voi, ragazzi, sembrate così felici adesso! Non avevo mai visto i Mars Volta sorridere sul palco!!” (ride).
Questa è una sensazione completamente differente, finalmente abbiamo…beh, è diverso quando hai…Beh sai, Theodore era una batterista grandioso ma non gli è mai veramente piaciuta la band e non ha mai voluto veramente stare qui. Semplicemente lui se ne tirava fuori in un modo o nell’altro, non si trovava bene con noi. Anche se hai 8 persone felici, o meglio, 7 persone felici, se hai anche solo una persona che non è felice e non vorrebbe essere lì, questo rovina completamente l’atmosfera a tutti mentre ora con Thomas c’è un’atmosfera diversa. Ora ci divertiamo molto di più come gruppo di persone.

TMVI. Un critico musicale italiano (Claudio Sorge di Rumore, ndr) ha definito il brano “Please Heat This Eventually” come “Un incrocio stradale a Tijuana nell’ora di punta, con luci segnaletiche manovrate da Alejandro Jodorowsky”, ti piace questa definizione? Pensi si possa adattare a tutto il tuo ultimo disco?

O. Oh, decisamente mi piace! E’ una (ride) …è una visione davvero coloritissima! Ho molta difficoltà nel capire che suono abbia la mia musica e come ho detto prima questo è il motivo per cui non posso dire nulla riguardo al nuovo album dei Mars Volta, dovrei allontanarmene per un paio d’anni prima di farmi un’idea di come suoni la mia musica ma trovo che quell’immagine sia quasi eccitante!

TMVI. C’è qualche artista in particolare o un libro, un film cui ti sei ispirato durante la realizzazione del tuo album solista e del nuovo album dei Mars Volta?

O. Sì, quell’album solista l’ho realizzato nel 2005. Era qualche tempo fa ed in quel periodo vivevo in Europa dunque per me l’ispirazione è stata, come ho detto prima, il fatto di lavorare a “El Bufalo de la Noche” e in generale i lavori di Gullermo Arriaga e poi sempre in generale anche “Amores Perros” e “21 Grammi” e credo che al tempo fossi, come sempre, in cerca di ispirazione da Pasolini e soprattutto guardavo un sacco di cinema italiano e koreano.

TMVI. Sì, ricordo che quando ci siamo incontrati a Milano mi hai parlato della tua passione per i Maestri italiani come Pasolini, Fellini, Visconti…

O. Sì ed è qualcosa che non mi abbandona mai. Sai, è abbastanza divertente dover rispondere a questa domanda…Ogni volta, ogni anno che esce un nuovo album la gente ci chiede “Da che cosa è stato influenzato?” Ed io dico che queste cose saranno sempre lì semplicemente nello stesso modo in cui questo genere di musica sarà sempre lì. Pasolini sarà sempre con me, Fellini sarà sempre con me così come Frida Kalo sarà sempre con me, Aleandro Jodorowskij sarà sempre con me, Carlos Castaneda, Elijah P. Lovejoy, Martin Luther King.
Sono persone da cui traggo moltissima ispirazione, persone che hanno preso le proprie idee e le hanno messe in pratica. A loro non interessava quello che la gente pensasse di loro.

TMVI. Ma forse oltre a queste influenze costanti sei anche stato influenzato da qualcos’altro, qualcosa di nuovo. Immagino che ogni volta che fai un nuovo album tu possa sentirti attratto da qualcosa in particolare, per esempio ho letto che, durante la lavorazione di “Amputechture”, Cedric è stato influenzato dalla lettura della storia della suora crocifissa, non so se è lo stesso anche per te.

O. Sì, sì, certamente. E’ qualsiasi cosa. E’ una domanda alla quale è difficile rispondere perché si tratta di qualunque cosa. Non sono solamente i libri che leggi nella tua vita o i film o la musica ma è anche ogni singola cosa che accade. Ciò che voglio dire è che per via del nostro lavoro abbiamo delle vite molto attive che ci tengono impegnati in tutto il mondo il che significa che viaggiamo un po’ ovunque ed abbiamo la possibilità di vedere le cose dalla prospettiva di molte e svariate persone.
Non siamo semplicemente fermi qui come invece sono moltissimi americani che sono esposti unicamente alla propaganda mediatica americana. Perciò noi andiamo in Europa, in Italia, in Croazia, in Inghilterra… Noi siamo esposti a moltissime diverse visioni di quello che accade nel mondo e a versioni che non potremmo mai sentire in America e poi andiamo in Australia ed in paesi come il Giappone…Credo che in generale la nostra influenza maggiore sia la cultura. La cultura intesa come le persone conducono loro stesse nel mondo. E’ un aspetto davvero rilevante di quello che facciamo.

TMVI. Suonerai in Giappone con l’Omar Rodriguez Group a fine luglio: si tratterà di un’unica data e poi vi concentrerete di nuovo sui Mars Volta?

O. Sì, certamente. Questo è stato solo qualcosa che ho avuto l’occasione di fare. Mi hanno invitato e così andrò in Giappone, sai, faccio l’Omar Rodriguez Group ma in verità, come ho detto parlando dei miei album solisti, lo faccio solo quando ho tempo perché la mia attenzione è rivolta principalmente a quello che faccio con i Mars Volta. Sai, specialmente questa è per me una sorta di piccola…il mio modo di prendere una pausa: andare a suonare in qualche posto invece di lavorare ad un disco. (ride)
Ma, ora che ho finito con il disco dei Mars Volta, ora che sto per mixarlo, dopo sarò libero. Questa sarà la mia piccola pausa, andrò in Giappone e suonerò quella musica, dopodiché tornerò e mi rimetterò subito al lavoro: riprovare, far sì che i Mars Volta provino e poi andare in tour.

TMVI. Chi saranno i musicisti del Group? Lo stesso quintetto con cui hai fatto un tour in Europa nel novembre 2005?

O. No, questa volta il gruppo sarà un sestetto e la line up sarà all’incirca sempre la stessa con la sola differenza che mio fratello invece di suonare la batteria suonerà le tastiere, delle tastiere aggiuntive. Quindi adesso avremo due tastiere: lui e Money Mark e poi alla batteria ci sarà Deantoni Parks che è anche lui un batterista eccezionale ed è di New York ed inoltre ha suonato nei Mars Volta per un paio di mesi. Sarà lui il batterista. (invece alla batteria ci sarebbe stato Thomas Pridgen, ndr)

TMVI. Ci sarà anche Cedric, magari per proporre quei brani del tuo disco in cui canta?

O. Sarebbe carino, dovrei parlargliene…Vediamo se vuole venire in Giappone…Dovrebbe, dovrebbe venire con noi. (e ci andò! ndr)

TMVI. Come sta Juan Alderete? Ho letto che ha scoperto di essere affetto da una rara malattia al sangue…

O. Oh sì, adesso sta molto meglio. E’ andato molto spesso dal dottore per prendere delle medicine che danno a chi ha questa malattia del sangue ed alle persone che sono state vittime del cancro e sta facendo tutto quello che è necessario faccia. Sai, mangiare in un certo modo, fare esercizio fisico tutti i giorni…Così, ora, quando va a fare le visite di controllo, gli viene prelevato del sangue e sembra stia tornando alla normalità ma probabilmente dovrà seguire una forma di cura piuttosto che un’altra per tutto il resto della sua vita. Comunque, ora sta tornando alla normalità.

TMVI. Una domanda riguardo “Scabdates”, il disco dal vivo dei Mars Volta uscito un paio d’anni fa: è vero che il progetto originario prevedeva due dischi, uno con “De-Loused In The Comatorium” e uno con “Frances The Mute” riproposti dal vivo? Hai in mente comunque di pubblicare altri volumi per gli altri album dopo “De-Loused”?

O. Sì, credo che quello che volessi dire fosse che il primo live album avrebbe esplorato più che altro i primi due lavori che sono “Tremulant” e “Deloused” in quanto le canzoni che vi sono state inserite sono tratte da quegli album. Il nuovo album live, che uscirà verso la fine dell’anno, esplorerà invece “Frances” e qualche brano di “Amputechture”. (a oggi, invece, Scabdates del 2005 resta l’ultimo album dal vivo ufficiale dei Mars Volta, ndr)

TMVI. i Mars Volta non sono venuti in Europa per il tour di “Amputechture”, è successo volutamente o solo una conseguenza dei cambi di batterista? E quando vedremo di nuovo i Mars Volta in Europa?

O. Sì, sì, certo! E’ stata colpa di tutto quel casino che è successo. Sai, questa è la prima volta dall’inizio della band che non siamo venuti in Europa. L’ Europa per noi è un po’ come una seconda casa. Quando stavo ancora programmando gli esordi della band, volevo sempre venire a suonare in Europa prima che in ogni altro posto perché lì eravamo molto più apprezzati dalla gente in quanto artisti così ho programmato il nostro tour: “Andremo in tour con i Locust, faremo il nostro primo tour con i Mars Volta in Europa” e poi c’è stato un problema molto simile a quello che è successo l’ultima volta, c’era Blake, era il primo batterista della band, e non ha funzionato. Alla gente non piaceva e non andava d’accordo con gli altri così sono stato costretto a licenziarlo poche settimane prima di partire ed ho dovuto cancellare il nostro viaggio e ricominciare tutto di nuovo, andando in cerca di un nuovo batterista che poi sarebbe stato Jon Theodore.
E poi l’Europa è sempre stata una tappa importantissima dei nostri tour, ovviamente anche il Sud America e l’America Occidentale ma la cosa più importante dell’Europa è il modo in cui noi siamo accolti ed anche quando uscì “Deloused” ed andammo in tour a promuoverlo, la reazione alla nostra arte ed alla nostra musica fu di gran lunga migliore e più forte in Europa, per cui abbiamo passato la maggior parte del tempo a suonare in Europa piuttosto che in altri posti e poi ovviamente io amo l’Europa ed è per questo che due anni fa mi sono trasferito lì…
Ma è stata davvero molto dura perché questa è la prima volta fin dall’inizio della band che non siamo riusciti ad andarci ed ovviamente vorremmo riuscire a partire tutti quanti ed andare lì e fare dei gran bei concerti e compensare con tutti quanti l’ultima volta (che non siamo riusciti a venire) … Manca a tutti quanti!

TMVI. E a noi mancano i Mars Volta in Europa! L’ultima volta che vi avete suonato è stato all’All Tomorrow’s Parties 2005 curato da voi, fantastica esperienza. Lo rifaresti?

O. Bè sai mi piacerebbe ma è estremamente caotico riuscire a realizzare un evento grande come quello..Mi piacerebbe molto, mi sono divertito davvero molto e poi eravamo circondati dai nostri coetanei ed i nostri amici e gente con cui avevamo scritto insieme quindi per noi è stato veramente, veramente, veramente un momento estremamente magico.

TMVI. Sì ricordo che eravamo tutti preoccupati perché solo un paio di giorni prima avevate cancellato il concerto di Manchester per cui ci chiedevamo se fosse mai possibile che non avreste suonato all’ATP da voi stessi organizzato!

O. No, no! Quello è stato…sfortunatamente abbiamo dovuto cancellare quella data ma assolutamente l’ATP c’è stato!!

TMVI. Ti va di parlare dei tuoi altri progetti?

O. Certamente!

TMVI. Per ciò che riguarda “A Manual Dexterity”, avremo mai l’opportunità di vedere il film e di ascoltare la seconda parte della colonna sonora?

O. Oh, sì che l’avremo! (ride)

TMVI. Quando?

O. Non lo so! (ride) Il problema con “A Manual Dexterity” è questo: è che per un certo periodo anche dopo che l’avevo finito…La prima cosa è questa: si tratta di un progetto che avevo del tutto abbandonato. E’ un progetto per il quale avevo detto: “No,questo è….” Bè sai, soprattutto dopo che Jeremy è morto…Non volevo che nessuno lo vedesse, è un film con lui, è davvero una cosa molto personale.
Tuttavia, durante la sua vita, Jeremy mi aveva sempre incoraggiato, diceva: “No, tu devi assolutamente far uscire questo film! Mi piace moltissimo e so per certo che piacerà anche alla gente! E’ un film artistico o qualunque altra cosa sia comunque credo sia importante che tu lo faccia uscire perché a me piace e credo sia un buon film ed anche i tuoi amici lo pensano. Sai, dovresti semplicemente fare come fai con la tua musica e non farti troppi problemi.” Ed io gli dicevo “uhm…ma sai, non ho abbastanza tempo, credo che alla fine non ne farò nulla di questo film.”
Così l’ho messo da una parte ed inconsciamente continuavo a chiedermi “Che farne di “A Manual Dexterity”? …Che farne di “A Manual Dexterity”??” e poi, quando lui è morto nel 2003, ho pensato a due possibili soluzioni. Come dicevo prima, sentivo che non volevo farne niente di quel film ma poi, verso la fine dell’anno non riuscivo a smettere di pensare quanto lui avrebbe voluto che il film uscisse ed ecco perché ho preso la decisione: “Sai cosa? C’è una parte di me che non vuole questo film veda la luce, ciò che farò sarà semplicemente pubblicare la colonna sonora.” Ed una volta pubblicata la colonna sonora c’è stata una certa importante fuoriuscita di emozioni. Il film voleva uscire allo scoperto anche se io non volevo che ciò accadesse. Avrei voluto che accadesse solo perché Jeremy me l’aveva chiesto così tanto a lungo. Poi, in qualche modo, tutto questo aveva bisogno di uscire allo scoperto così ho fatto uscire la colonna sonora pensando che fosse una parte fondamentale del film e poi, quando stavo per pubblicare anche il film e la seconda parte della colonna sonora, ho avuto dei problemi legali con persone che volevano il film indietro. Sono persone con cui ora non sono in buoni rapporti e non vogliono darmi…non vogliono che io abbia i diritti per far uscire il film con le loro scene e quelle erano scene fondamentali per il film perciò…Ora che sono passati 3 anni ho cercato di risolvere questa cosa soprattutto con una persona in particolare e sembra che adesso tutti loro non siano più così tanto arrabbiati con me (ride).
E quindi sembra che finalmente i problemi legali siano finiti perciò potrò far uscire la seconda parte della colonna sonora ed il film.
(a oggi del film non si sa nulla mentre almeno alcuni brani della seconda parte di AMD sembra siano stati inseriti in Absence Makes The Heart Grow Fungus pubblicato da ORL nel 2008, ndr)

TMVI. Ok, allora aspetteremo! Parliamo dei De Facto: qualche mese fa è uscito su GSL il dvd “Lab Results” che contiene un video di un concerto della band: dobbiamo considerare questo video come l’epitaffio del gruppo? All’ATP Ikey mi disse che sarebbe potuto uscire un ultimo disco con materiale inedito…

O. Sì, la mia intenzione era quella di pubblicare un disco con tutta questa roba mai pubblicata ed il nostro ultimo ep che è stato pubblicato ma poi è stato subito ritirato e poi c’è il film dei De Facto con le riprese del nostro tour Europeo. Sai, semplicemente un piccolo filmato che ho girato e…chissà cosa ha in serbo il futuro per i De Facto…io non ne ho proprio idea…

TMVI. Puoi dirci qualcosa sul progetto con Zack Hill degli Hella? Ho letto che l’hai definito “molto chitarristico” e “vicino al math rock”…

O. Sì, voglio dire, questo è uno dei vari lavori che ho fatto. L’ho fatto nel 2006 e credo di aver detto math rock perché…(ride) quando l’ho fatto ascoltare ai miei amici, questo è quello che loro hanno detto perché devi capire che io non so a quale genere appartenga la mia musica e sono davvero molto distante da queste cose. Perciò, anche se dico che qualcosa suona in un certo modo, in genere è perché qualcun altro mi ha detto “questo ha il suono di…” e dal momento che non mi piace il termine math rock, ho detto che per me ha semplicemente il suono di qualcosa di molto, molto bello.
Ho avuto l’opportunità di trarre un certo non so che da Zack Hill sia nella direzione che nella produzione, qualcosa che non credo di aver mai sentito prima nei suoi lavori. E’ sempre quel suo suono anomalo, il suo modo anomalo di suonare la batteria ma c’è anche qualcosa di nuovo che per me suona in maniera davvero fantastica. E’ davvero un bellissimo disco. Spero veramente che esca presto, spero che venga pubblicato alla fine dell’anno, come previsto.
(ovviamente parla di Cryptomnesia pubblicato nel 2009, ndr)

TMVI. Cosa ne pensi del math rock? Ti piacciono band come gli Shellac o i Battles?

O. Sì, mi piacciono tutti i generi di musica. Il fatto è che ci sono sia buoni sia cattivi esempi di ogni singolo genere di musica. Perciò “Mi piace il math rock?” “Certo che mi piace!” ed allo stesso tempo “No, non mi piace per niente!” Perché al suo interno c’è sia del buono che del cattivo. Mi piacciono gli Shellac e altre stronzate che hanno il suono di… Sai, a me piacciono quei brani che potresti definire “ispirati”. Per esempio, prendi un genere come il math rock e puoi ascoltare sia della band come gli Shellac che puoi definire onesti ed ispirati in ciò che fanno perché questo è quello che hanno dentro ed è qualcosa che ha bisogno di uscire allo scoperto e invece puoi ascoltare un altro disco di una band diversa che semplicemente non ti trasmette nulla. Quello che puoi dire è che quella band si è messa a tavolino ed incosciamente ha detto: “Ok, adesso facciamo un album che sia math rock!” (ride)

TMVI. Sì, credo sia solo un’etichetta creata dai giornalisti.

O. Certo! Certo! Ma il problema è esattamente questo! Per ogni etichetta inventata da ogni critico musicale c’è un gruppo di ragazzini che segue quell’etichetta e crede che per loro quella sia una sorta di legge. Sai, è così e basta. Guarda tutte quelle stupide etichette… Emo-core, Screamo, tutte quelle schifezze! E ancora adesso, 15 anni più tardi, questa è la moda più seguita e ciò che intendo sono tutti questi articoli che dicono: “Oh, emo! Ti devi vestire così, devi fare questo tipo di musica, devi…” Quante diavolo di band abbiamo adesso che sono totalmente distaccate da tutto quello che invece era davvero la musica? Che ora si vestono in un certo modo, fanno un certo tipo di sonorità… Sai, è un po’ come se con ogni stupida etichetta che viene creata hai tonnellate di merdicciole che la seguono e dicono: “Oh, mamma e papà non sono più un hippy, ora sono Emo o qualsiasi altra cosa dica al momento l’etichetta!” (ride) …Stupide etichette!
Il punto è questo, ci sono cose buone e cattive di tutto. Sai, che sia reggae o che sia hip hop… Qualsiasi maledetta etichetta entro la quale tu voglia mettere un certo tipo di musica, la cosa veramente importante sono le esperienze individuali e culturali delle persone. Alla fine è solo questo che importa.

TMVI. Quindi possiamo parlare di musica “ispirata” e ” che ispira”. Ho letto molto spesso che i critici musicali parlano dei TMV come una band “progressive” ma so che tu hai sempre sostenuto che i TMV sono “progressive” solo in un certo senso in quanto sono pronti ad esplorare qualunque cosa ed andare a scavare in cerca di differenti concezioni della musica in quanto tale. Non so se questa sia l’esatta definizione, ad ogni modo si tratta di un “progressive” che spazia molto dalla sua definizione più ristretta ma comunque credo che voi amiate band come i Chrime in Choir o i Jaga Jazzist che sono anche loro una sorta di band “progressive” ed esplorano nuovi territori musicali, dico bene?

O. Sì, certamente! Io amo qualsiasi band che tenti di esplorare e che vada in cerca di qualcosa di nuovo seguendo il proprio cuore e la propria anima e per nessun altro motivo. Perciò, quando ascolto band come i Crime In Choir o gli Jaga Jazzist, questo è quello che viene fuori e quello che mi piace.

TMVI. Sì, la penso allo stesso modo! In una recente intervista parli di un nuovo progetto non ben identificato che dovrebbe suonare “più elettronico”. Cosa puoi dirci a riguardo?

O. Quel disco doveva uscire ad Agosto e, ancora una volta, ho usato quella definizione (“più elettronico”, ndr) perché è come uno dei miei amici, tipo Cedric, lo ha definito quando ho suonato il disco per loro. Sai, ha un suono più elettronico. Ciò che intendo dire è che è ancora un tipo di musica dal vivo ma è un po’ più….E’ stato scritto anche questo quando vivevo ad Amsterdam quindi credo che questo disco più di ogni altro sia stato influenzato moltissimo da quella musica elettronica che ho sempre amato ma che spopola in Europa e la senti suonare ovunque nelle Coffe Houses (ride), nei Coffee Shop. Sai, quello che la gente chiama Acid-Jazz o qualcosa del genere. E’ stato influenzato da questo il che vuol dire ovviamente che non ricalca quegli stessi suoni ma ne è semplicemente una mia personale interpretazione. Ancora una volta si tratta della mia interpretazione di quello stile musicale con la mia personalità e quelle cose che rendono la mia musica “mia”, hai presente? Quinidi sì, è stato decisamente influenzato da questo, davvero. (il disco di cui si parla è Calibration , pubblicato nel 2008, ndr)

TMVI. Hai registrato un singolo con John Frusciante uscito su GSL, siete amici, lui suona nei Mars Volta e nei tuoi dischi solisti, tu hai suonato in un brano dei Red Hot Chili Peppers e in alcuni suoi dischi: date queste premesse, possiamo aspettarci in futuro un intero progetto parallelo con lui?

O. Sì, qualcosa è sempre nell’aria tra me e lui. Voglio dire, ho sempre un sacco di progetti e quello con lui, come il singolo che è uscito, quella è stata…Beh sai, l’ho dovuto registrare io, l’ho mixato e ne sono stato ingegnere del suono… E ho alcune registrazioni come quella accantonate da una parte e spero che potrò metterle insieme e farne un album. E poi abbiamo fatto anche altre cose ed abbiamo un altro gruppo per il quale dovevamo registrare ma sembra che non riusciamo mai a trovare il tempo per farlo a causa dei loro moltissimi impegni e a causa dei miei moltissimi impegni. Avevo un gruppo con Flea e John che, scherzando, abbiamo rinominato “Omar, Omar, Omar!” ed abbiamo fatto un paio di concerti a Los Angeles e qualcosa con dei batteristi. Abbiamo soltanto delle percussioni aggiuntive ma sai, ora i Red Hot Chili Peppers sono impegnati con il loro tour mondiale e tutto il resto. Voglio dire: ora stanno andando in Europa ma dopo il tour europeo saranno in pausa per un po’. Sai, si prenderanno una lunga pausa e quindi anche loro (John e Flea) saranno in pausa. Ed esattamente nel periodo in cui loro saranno in pausa, noi cominceremo a lavorare ai TMV un’altra volta però il fatto che John sarà a casa…Che John e Flea saranno a casa, a rilassarsi, vuol dire che finalmente avranno il tempo per mettersi a registrare quel disco perché è davvero un lavoro artistico molto bello, a loro piace molto. (anche di questo lavoro si sono perse le tracce, ndr)

TMVI. C’è qualche “special guest” che vorresti in pianta stabile nei Mars Volta?

O. Oh! Bè questo è più che altro un lavoro di immaginazione! Ovviamente avrei desiderato moltissimo che Alice Coltrane fosse parte dei Mars Volta ma è morta, sai. O Ornette Coleman…La lista potrebbe proseguire all’infinito e ci sono un sacco di persone che credo potrebbero diventare parte dei Mars Volta

TMVI. Ti ritieni soddisfatto del tuo lavoro con i Mars Volta e di quello con i tuoi album solisti?

O. Sì, decisamente. Voglio dire: “soddisfatto” è un termine un po’ ingannevole cui è difficile dare una risposta secca in quanto, nel momento in cui finisco un album solista o un album dei TMV, credo che quello sia la cosa più bella in assoluto, la adoro, è il mio figlio preferito, non vedo l’ora che tutti abbiano l’opportunità di ascoltarlo ma poi nel momento in cui il pubblico lo ascolta… A partire dal momento in cui è stato concepito e registrato fino al momento in cui le persone possono veramente ascoltarlo… Giunto a quel momento, io sono già preso da qualcosa di nuovo il che non significa che quel disco non mi piaccia più, solo che arrivato a quel punto comincio già a pensare: “Uhm sì, mi piace ma poteva essere migliore. No, no, no! Adesso dovrebbe essere così. Adesso dovrebbe avere questa sonorità!”
Quindi mi sto già muovendo verso la scena successiva. E’ importante che teniate a mente che io non voglio assolutamente che i dischi dei Mars Volta o i miei dischi siano simili tra loro. Voglio che ogni disco abbia una sua personalità ed una sua specifica audience, un suo gruppo di fan.
Mi piace ed adoro il fatto di avere dei fan che possano dire “No, no, no. “De-loused”, quello era il migliore! No, posso ascoltare solo questo!” Benissimo! Oppure persone che dicono: “Oh, no! io posso ascoltare solamente “Frances”. “Frances” è il migliore!” e poi altre persone che dicono “No, a me piace “Amputechture”. Non mi piace “De-loused”.” “Mi piace “Amputechture” ed un po’ “Frances””
Ma mi piace il fatto che le persone si arrabbino o … (ride) Sai, io non sto assolutamente facendo tutto questo per vincere dei fan per cui mi piace il fatto di avere case differenti che la gente può venire a visitare e se poi vengono a visitare solamente una casa e non tornano più mi sento comunque speciale ed onorato del fatto che almeno per un po’ sono venuti a stare nella nostra casa e si sono trovati bene.

TMVI. Dopo “A Manual Dexterity”, i video realizzati per i Mars Volta e la tua collaborazione a “El Bufalo De La Noche”, ti piacerebbe lavorare ancora come regista? Magari seguendo tuoi modelli come Pasolini, Fellini, Jodorowsky? E come sarebbe la componente musicale per un tuo film? Pensi che Cedic potrebbe aiutarti nel soggetto, nella sceneggiatura?

O. Oh! Sì, sì! Credo che davvero questa sia una domanda fantastica! E credo di voler continuare ad evolvermi in quel settore e voglio avere sempre più l’opportunità di crescere in quell’ambito, al momento sono solo una piccolissima luce, “Ho un buco di tempo qui allora lo faccio in quel momento. Ho un altro buco qua, lo faccio qua…” ed ancora ed ancora mi piacerebbe! Come ti ho detto, vorrei avere più tempo ed il tempo è denaro. Vorrei avere un momento in cui poter dedicare completamente la mia attenzione ad un film… E sai, ho già scritto più di sette copioni e non so quando questi potranno…Fare un film è… Vorrei tanto poter avere esattamente in questo momento il tempo di dedicare la mia attenzione anche solo ad uno di questi copioni. E credo che Cedric sarebbe un ottimo…sarebbe un attore fantastico e sì, potrebbe anche darmi delle idee per le direttive artistiche perché è davvero molto bravo in ciò che riguarda le parti visive e credo che anche tutte le persone della mia crew, hai presente? Loro, perché la nostra crew, la crew che ho messo insieme per i Mars Volta, le persone, i tecnici, sono tutti nostri buoni amici perché lavorano duro, adorano essere parte della band e li conosciamo ormai da moltissimi anni quindi la nostra crew sarebbe davvero essenziale anche in una crew cinematografica, per portare alla luce questa cosa insieme.
Quello che cerco di dire è che, davvero, vorrei questi momenti fossero momenti in cui sposto l’attenzione e, spostandola, la dedicherei solamente al film, portando con me le persone che mi sono intorno adesso che sono persone creative, vogliono aiutarmi e vogliono far parte delle mie ‘visioni’. Possono venire anche adesso e dirmi “Ok, adesso ci prendiamo un periodo di pausa e ci mettiamo a fare dei film!” E poi, ovviamente, i film coinvolgono anche la musica, certamente continuerò a scrivere musica e ad idolatrare (NOTA: non sono proprio sicuro che si tratti della parola “idolatrare”, devo riascoltare…, ndr) i miei musicisti come Juan Alderete e mio fratello e chiunque altro ne abbia bisogno. Ogni altro contributo che ci possa aiutare in questo, perché ovviamente la realizzazione di un film richiede un grandissimo numero di persone e non sarà certamente qualcosa di così facile come per me lo è creare la mia musica, la mia musica posso ,per la maggior parte, farla a casa, posso scrivere la parte di ciascuno e poi mostrargliela dopodiché andiamo insieme e la proviamo e lasciamo semplicemente che accada. Sai, questo processo richiede sempre 8 persone, sai, 8 persone, 8 membri della band e 2 tecnici, 10 persone. Ma un film… Hai bisogno dell’aiuto di un qualche figlio di puttana in più…
(qui, con una punta di orgoglio, ci avevam visto lungo, anche se ad oggi abbiam visto solo un lungometraggio a firma ORL…, ndr)

TMVI. Un sacco di figli di puttana in più!

O. YEAAAH! (ride)

TMVI. “Rapid Fire Toolboth”, uno dei brani del tuo disco solista, dovrebbe essere inserita anche nel nuovo album dei Mars Volta, in versione diversa, confermi?

O. Sì, ci sarà. E’ una canzone che mi piace moltissimo. Volevo avere molto più tempo per cambiarla un pochino e perciò adesso ho dedicato a quella canzone più tempo e l’ho cambiata, l’ho rifinita, ho chiesto a Cedric di modificare un po’ la parte cantata per cui sarà una versione molto diversa e distinta, una versione rifinita alla TMV. E’ una delle mie canzoni preferite. (e c’è infatti, si tratta di Goliath, ndr)

TMVI. Il titolo del nuovo album dei Mars Volta, “The Bedlam In Goliath”, rimanda a uno scenario biblico: sarà un concept che continuerà il discorso sulla religione iniziato con “Amputechture”?

O. Bè, sai… (ride) Non voglio ancora dire niente a riguardo.

TMVI. Hai già qualche nuova idea per il successore di “The Bedlam In Goliath”?

O. Ovvio! Come dicevo prima, nel momento in cui le persone ascoltano la nostra musica, io ho già iniziato a scegliere un sacco di nuove idee per il prossimo lavoro. Per esempio, “The Bedlam in Goliath”, questo nuovo album, è stato fondamentalmente scritto dopo che avevo finito il mixaggio di “Amputechture”.
Ciò che intendo dire è che ho iniziato a scriverlo mentre mixavo “Amputechture”, ho cominciato a creare le canzoni per questo album e poi mi sono preso la mia prima vacanza negli ultimi cinque anni e sono andato in Italia, in Palestina ed in Siria, dopodiché sono tornato ed ho scritto questo disco ed in seguito gli abbiamo dato un qualche senso ed ora che me ne devo stare fermo, semplicemente in attesa di finire la lavorazione di questo disco, inizierò più che altro a scrivere il prossimo disco e questo è fondamentalmente il modo in cui ogni disco nasce.
E’ che, nel momento in cui hai finito il miraggio, la cosa successiva è di già sempre lì, l’architettura è sempre lì. E’ il tempo. Se solo potessi avere più tempo…Se solo il tempo non fosse denaro! (ride)

TMVI. Qualche giorno fa ho visto casualmente un estratto di una vecchia videointervista a Pier Paolo Pasolini: sosteneva che il fascismo, qui in Italia, non era riuscito a creare un’unica coscienza omologata, cosa riuscita invece sotto la democrazia con il consumismo e che nulla si potesse più fare per arrestare questo processo. Sei d’accordo? O trovi che sia solo un tunnel alla fine del quale ci sia la luce?

O. Io credo che ci sia sempre una luce che conduca fuori dal tunnel. E credo che noi, in quanto esseri umani, dovremo sempre fronteggiare tutto questo. Se mi avessi fatto questa domanda… se l’intervista fosse stata 2 settimane fa, onestamente avrei potuto risponderti “No, credo che tu abbia ragione. Credo che non ci sia più niente da fare.” e sarebbe stato per via dello stato d’animo in cui mi trovavo in quel momento ma quando me lo chiedi adesso, oggi, in questo preciso giorno per via dello stato d’animo in cui sono ora posso dirti “No, no, no! C’è una luce alla fine di quel tunnel!” e le cose continuano ad evolversi. Sai, la mente umana, le nostre idee, sono sempre cangianti e passiamo da un momento all’altro dalla depressione a qualsiasi altro stato emotivo. Sai, per un periodo anch’io la pensavo così ma poi ho sempre imparato che quando sei convinto che qualcosa sia in un certo modo e credi di sapere qualcosa, poi ti rendi conto che non sai un bel niente. Sai che tutto il tuo mondo può rovesciarsi e tu ti ritrovi nella merda fino al collo. Per cui, in questo senso, c’è sempre una luce che conduce fuori dal tunnel perché c’è sempre, sempre, sempre tempo per rimettere la cose a posto il che vuol dire che c’è sempre tempo per una rinascita.

TMVI. Hai ascoltato qualcuno degli album che sono usciti nel 2007? Hai un tuo album preferito del 2007?

O. No, non ce l’ho, cazzo. Voglio dire… Ovviamente mi è piaciuta moltissimo la nuova musica che ho sentito da Bjork e poi mi piace quel gruppo, gli Animal Collective, ma non so se quest’anno hanno fatto uscire qualcosa ma in verità non ho ascoltato molta musica quest’anno perché mi sono concentrato soprattutto su “The Bedlam in Goliath” perciò quando mi trovo in una situazione del genere cerco sempre di non ascoltare troppa musica, preferisco buttarmi sui film, sia i vecchi film che amo sia i nuovi film e poi leggo nuovi libri. Non vorrei mai che la mia musica fosse simile a qualcosa che ho sentito.

TMVI. Ho letto che sulla prima traccia del tuo ultimo album, “Se Dice Bisonte No Bufalo”, usi la tua voce, hai registrato delle voci, è vero?

O. Sì, sì! E’ la mia voce ma sono molte delle mie voci che fingono, sai, come se fossi in una sorta di lounge bar ed io sono sul palco e c’è un po’ di gente nel locale e le mie voci che sono…Faccio anche le voci di tutte le persone nel locale ma poi sono state portate ad una velocità molto, molto alta per cui sembra più che altro una specie di urlo o qualcosa del genere.

TMVI. Sì, mi ricorda un po’ ciò che ha fatto Tyondai Braxton nel ultimo disco dei Battles.

O. Oh, ok! Figo! Ho sentito che piace a tutti. Io non l’ho ascoltato ma Juan contiua a parlarmene, sembra che piaccia davvero a tutti!

TMVI. E’ vero che il nuovo album dei Mars Volta uscirà in autunno?

O. Sì, doveva uscire per Agosto, per la fine di Agosto ma ora dicono a Settembre. (in realtà venne pubblicato a gennaio 2008, ndr)

TMVI. Spero che verrete in Italia a promuoverlo così magari potremo incontrarci di nuovo!

O. Certo che sì! E certamente ci incontreremo di nuovo! (e fu di parola! ndr)

TMVI. Oh grazie! Davvero non ho parole per esprimere la mia gratitudine nei tuoi confronti ed anche verso Sonny Kay e Barbara per averci permesso di parlare con te. Sono davvero felicissimo di questa chiamata, tu sei una persona meravigliosa ed un musicista fantastico! Grazie mille, davvero!

O. Grazie a te! Anche tu hai la mia gratitudine per avere una così grande passione ed un così grande interesse in quello che faccio, sinceramente.

TMVI. E devo anche dirti “Ciao” dai fan di tutto il mondo poiché ho ricevuto un sacco di e-mail per questa intervista dal Messico, Europa, Stati Uniti, America del sud… e tutti dicono che i Mars Volta sono la migliore band al mondo e tutti vorrebbero vedere i Mars Volta suonare nella loro città!

O. Oh….Oh, grazie mille! Tutto questo mi fa sentire davvero felice, ora come ora!

TMVI. Onestamente io vorrei vedere i Mars Volta suonare a Roma!

O. E ci suoneremo! Dai, te l’ho detto! Siamo giovani…c’è ancora tempo!

TMVI. Ti piacerebbe fare un filmato sull’impronta di “Pink Floyd live in Pompei” magari “Mars Volta live al Colosseo”?

O. Whuuuuuuuuuuuuu!!! Sarebbe veramente cazzuto! Sarebbe meraviglioso! Sarebbe strepitoso! …Ma comunque abbiamo un filmato live che uscirà in Autunno. (al Colosseo no ma al Teatro Romano di Ostia Antica ci son passati, nessun filmato live però, ndr)

TMVI. Ah, giusto! Ho letto che pubblicherete 2 dvd oltre al disco.

O. Sì! Sono due film. Uno dei due lo sto preparando da un po’ di tempo e si tratta di un film molto personale, c’è tutta la storia della band e tutti quei filmati che ho girato in studio mentre lavoro e controllo ciò che ho fatto e poi i momenti che abbiamo passato insieme in tour. E’ tutta la storia della band, c’è anche Jeremy e alcune persone che hanno fatto parte della band. Ma il film che uscirà in Autunno è preso dal concerto che abbiamo fatto in Australia, sai quello con Thomas alla batteria e dentro c’è un pochino di ogni nostro disco ed è veramente molto, molto, molto ben girato. Il regista di “El Bufalo De La Noche” (Jorge Hernandez Aldana, ndr) l’ha girato per me. Dovrebbe uscire all’incirca in concomitanza con il disco. E’ veramente bello, non vedo l’ora che i fan lo vedano! (del live girato da Aldana esiste una versione di Cygnus che venne allegata nel dvd di qualche edizione di The Bedlam In Goliath, negli anni successivi la pubblicazione è stata cancellata, pare, per via della presenza nel video di Thomas Pridgen)

TMVI. Ok, spero di poterlo vedere presto anch’io! Grazie mille Omar per questa intervista. Sei fantastico! Ciao!

O. Ciao Ciao!


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