Omar Rodriguez-Lopez Quintet

Omar Rodriguez-Lopez Quintet è stata la prima incarnazione della band che ha accompagnato Omar Rodriguez-Lopez nei suoi tour solisti. Il primo tour, allora accolto come una totale sorpresa, risale a novembre 2005: l’annuncio fu dato all’improvviso, non si sapeva assolutamente alcun dettaglio riguardo a questa nuova band e ci si aspettava invece un nuovo tour europeo dei Mars Volta, vista l’interruzione di quello estivo per problemi di salute ad Omar, e sull’onda degli ottimi riscontri in generale dei concerti che seguirono la pubblicazione di Frances The Mute. Inoltre, la band avrebbe chiuso un gran bell’anno organizzando l’All Tomorrow’s Parties Festival in Inghilterra e una data anche in Italia, al Saschall di Firenze, era data praticamente per certa.

Tour interrotti, altri pianificati e cancellati, annunci di nuovi progetti all’improvviso, pubblicità poca o nulla, scelte strambe e incomprensibile. In due parole: Mars Volta.

In ogni caso, i dettagli del tour europeo (che si articolò tra Olanda, dove Omar stesso aveva stabilito la sua residenza, Belgio, Svizzera, Austria, Germania, Slovenia, Repubblica Ceca, Polonia e un’ultima data a Londra e che ovviamente non toccò l’Italia, altra costante rigorosamente rispettata dei tour dei progetti che avrebbero visto coinvolto Omar) fuorono chiari solo dopo il primo concerto: si trattava di una versione “light” dei Mars Volta del tempo, con Juan Alderete, Marcel Rodriguez-Lopez, Adrian Terrazas-Gonzales (esclusi dunque Cedric, Ikey Owens e Pablo Hinojos) e l’inserimento alle tastiere di Money Mark Namos-Rishita, noto come collaboratore dei Beastie Boys e vecchia conoscenza di Omar tramite la Grand Royal, etichetta di proprietà degli stessi Beasties che aveva pubblicato Relationship Of Command degli At The Drive-In. Ciò che eseguirono non fu altro che l’intero album intitolato semplicemente Omar Rodriguez-Lopez, all’epoca il secondo album “solista” del chitarrista, l’unica eccezione fu al concerto di Colonia in cui si esibirono assieme al leggendario Damo Suzuki, cantante dei teutonici CAN, in una jam: si trattava di Please Heat This Eventually. La versione dal vivo con Suzuki venne pubblicata l’anno successivo su un ep in vinile mentre la versione studio venne inserita in Se Dice Bisonte, no Bufalo, album di Omar del 2007. Omar avrebbe diviso il palco con Damo Suzuki anche all’All Tomorrow’s Parties, insieme alla band dei Jelly Planet, e subito dopo in un concerto con anche Makoto Kawabata degli Acid Mothers Temple e Charles Hayward dei This Heat. Inoltre, con Hayward e Suzuki avrebbe tenuto poi anche un concerto in Australia nel 2006 e ancora con Suzuki e altri musicisti nel 2012.



Il disco venne pubblicato dalla WIllie Anderson Recordings, piccola label olandese che, nel tempo, avrebbe realizzato buona parte delle release europee di Omar, fino a trasformarsi nella branca europea della Rodriguez-Lopez Productions. Oltre al cd e al vinile, una versione in picture disc venne pubblicata dalla Gold Standard Labs.
L’album contiene 5 brani dai titoli in olandese: a quel tempo Omar viveva ad Amsterdam e questo è il primo di una serie di album solisti di fatto realizzati nella capitale dei Paesi Bassi. Il brano Jacob Van Lennepkade fa riferimento alla via dove risiedeva Omar, la traccia è stata perno di diverse jam dei Mars Volta nel corso degli anni, oltre a essere poi rielaborato e inserito anche nell’album The Apocalypse Inside Of An Orange, l’unica altra release a nome Quintet del 2008. Vondelpark Bij Nacht menziona un famoso parco di Amsterdam mentre Een Ode Aan Ed Van Der Elsken è un tributo al fotografo e regista olandese Eduard Van Der Elsken.



Qui trovate altri link a video del concerto di Colonia, anche una versione proprio della title track di The Apocalypse Inside Of An Orange.

Qui potete ascoltare l’album Omar Rodriguez-Lopez per intero (e tutta la discografia).

Omaralbum

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